Jan Caeyers: “Beethoven” Ritratto di un genio
Raramente leggo le biografie dei compositori, oppure, spesso, inizio a leggerle, scelgo i paragrafi che ritengo più interessanti, ma, quasi mai, le leggo per intero. Il più delle volte sono troppo tediose e, per giunta, scritte, sovente, in modo un po’ troppo ampolloso, almeno per i miei gusti.
Nel caso di questa biografia, invece, le cose sono andate diversamente.
In poco più di un mese, mi sono letteralmente goduto le quasi seicento pagine scritte da Caeyers su questo grandissimo musicista, grazie alla competenza dell’Autore (direttore d’orchestra e insegnante universitario) non solo sul musicista e sulla quasi totalità delle sue opere, ma anche, e soprattutto, sulla società del tempo, sulla storia, le amicizie, gli amori, la sete di successo e di denaro che, inevitabilmente, hanno influito sull’operato di Beethoven.
Un libro che mette in luce tanti aspetti di Ludwig van Beethoven finora sconosciuti, e che rivelano una personalità molto differente da quella che, finora, ci è stata presentata da tanti musicologi.
Di facile lettura, grazie alla traduzione di Stefano Musilli, il volume, scritto e pubblicato originariamente ad Amsterdam nel 2009, è riproposto, tradotto, da Mondadori, nell’ottobre del 2020.